Raffaele.
"È il solito problema di sempre: se non parliamo siamo infelici, se parliamo non ci comprendiamo."
“Non era strano il suo ermetismo. Anche se sembrava espansiva e cordiale, aveva un carattere solitario e un cuore impenetrabile.”
Sono tornato a Firenze e non ho resistito alla tentazione di cercarti ancora. Certi mancati addii sono come le ferite riportate dopo un'operazione: nell'immediato fanno male, poi guariscono ma lasciano cicatrici profonde. E può succedere di tanto in tanto, quando avevi dimenticato l'operazione e le ferite, che il dolore torni a farsi sentire. È un ricordo assopito che torna a bussare alla porta della nostra mente e a dirci “anche se ora non ci pensi, io ci sono stato”. E tu ci sei stata e torni a farmi visita. Allora ho girato e rigirato la stazione, i sottopassaggi ma te non c'eri. È come se la stazione ti avesse inghiottita. Cammino con la sensazione di avere due occhi che mi scrutino eppure non vi è nessuno che mi guardi. Ho deciso quindi di incamminarmi verso il binario, col treno fermo, pronto per partire. Il treno è partito e tutto ciò che è alle spalle è già passato. Io ti lascio ancora una volta alla stazione ma non ti dimentico. Qui ti cercherò ancora. Come certe cicatrici che le tocchi per ricordare i giorni in cui ti sei ferito. Un po’ come certi addii mancati, un po’ come te.